 VITERBO - Si è conclusa l’11ª Festa della Trebbiatura che si è svolta dal 15 al 18 luglio.
L’inaugurazione della festa è avvenuta col taglio del nastro da parte dell’assessore della Regione Lazio all’Agricoltura e alle Politiche agricole, Angela Birindelli. Erano presenti il sindaco di Viterbo, Giulio Marini; i consiglieri regionali Francesco Battistoni e Giancarlo Gabbianelli e l'assessore provinciale Francesco Simeone. Presenti anche i consiglieri comunali di Viterbo Enrico Contardo e Umberto Fusco, quest'ultimo membro del Comitato Festa della Trebbiatura, personal trainer della splendida manifestazione.
L’assessore regionale Birindelli, incuriosita dalla potente trebbiatrice degli anni ’50, messa in opera da appassionati collezionisti toscani di macchine agricole d’epoca, ha preso parte alla trebbiatura come avveniva nei tempi passati, chiedendo spiegazioni e informazioni sui vari passaggi dei “covoni” di grano che venivano inseriti nella vorace macchina. Particolare interesse l’ha rivolto verso i numerosi trattori degli anni ’50, noti per la messa in moto a testa calda, quindi con un particolare procedimento che solo l’esperienza di chi ama i mezzi agricoli d’un tempo può azionare.
“Queste sono le manifestazioni importanti, – afferma l’assessore Francesco Simeone – infatti, consentono di rievocare e non dimenticare il duro lavoro dei nostri contadini, che hanno fatto conoscere i segreti della nostra terra, prolifica fin dai tempi degli Etruschi, e grazie al passaggio delle loro esperienze da padre in figlio, sono giunte sino a noi arricchendo i territori del Viterbese, di quella cultura popolare e tradizionale che altrimenti sarebbe andata perduta”.
Il successo di pubblico e l’interesse dello stesso ha impegnato i numerosi “contadini” a spiegare il funzionamento dei trattori e delle due trebbie, entrambe perfettamente funzionanti e all’opera, voraci a tal punto che ne è rimasta stupita anche la nota cantante dei Ricchi e Poveri, Marina Occhiena, la quale non ha resistito dal salire sulla grande trebbia della Ditta Renato Rossini di Macerata, vicino alla bocca della trebbiatrice e festosamente ha salutato i numerosi presenti.
“Sono convinto che questa festa faccia bene ai nostri giovani – ha detto il sindaco Giulio Marini – perché deve restare nei loro cuori il lavoro di chi, per tutta la vita, si è dedicato all’agricoltura, al suo sviluppo, al miglioramento dei prodotti al fine di renderli sempre più genuini e apprezzati da coloro che amano la buona cucina, quella di un tempo, semplice, naturale e piena dei sapori perduti”.
Alla festa erano presenti due modellini di trebbiatrici da grano. Una trebbia montata su un autocarro Fiat 18P della Società Mais degli anni ’20 e l’altra, fedele riproduzione del modello Freddi, azionata da un motore a quattro tempi a petrolio, con un particolare sistema di raffreddamento dell’acqua, unita alla trebbia anche il modellino di pressa paglia Fabiani. Il tutto magistralmente realizzato da Giacomo Ghezzi e dal figlio Giulio di Castiglion Fiorentino, professionisti nel restauro di macchine agricole d’epoca.
“Sono molto soddisfatto – afferma Umberto Fusco, l’animatore della Festa della Trebbiatura e membro del Comitato organizzatore – questa undicesima manifestazione della trebbiatura ha consentito ai numerosissimi visitatori di rivivere e di respirare quell’aria che un tempo vivevano i nostri antenati contadini, ma quello che più mi ha fatto piacere è stata la presenza dei tanti bambini, che in braccio o per mano ai loro genitori, hanno gustato incuriositi, il dirompente rumore dei motori dei trattori, quel rumore che riempie l’anima, che incute una forza ed una voglia di rivivere il passato, per non dimenticarlo mai. Hanno rivissuto di persona momenti perduti, probabilmente raccontati dai loro nonni, ma che oggi li hanno visti principali attori.
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