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Riceviamo e pubblichiamo:
Egregio signor Sindaco,
dopo la lettera ASL dell’08 luglio 2010, il giorno 13 luglio 2010 ha emesso l’ordinanza n. 24 di non balneabilità del Lago di Vico e la n.25, dalla quale si desume la non potabilità dell’acqua prelevata dal lago di Vico e distribuita dall’acquedotto comunale. Le ordinanze in questione sebbene siano state esposte all’albo pretorio (è stata esposta solo la prima pagina delle ordinanze e non il dispositivo) e per intero sul sito del Comune, non sono state esposte con pubbliche affissioni per il paese sino alla data odierna: oggi pomeriggio alle ore 15,00 – 15,30
Ci dispiace constatare che i cittadini per ben 19 giorni non sono stati avvisati ufficialmente con l’affissione dell’ordinanza, della pericolosità dell’acqua distribuita dall’acquedotto.
Non ritiene che le richieste della ASL ( lettera dell’08 luglio 2010) rivestissero carattere di urgenza soprattutto per quanto riguarda l’ informazione della popolazione? Non ritiene che così facendo abbia messo a rischio la salute dei cittadini e dei turisti? Infine non le sembra che l’ordinanza n.25 sia un po’ confusa in particolare nel dispositivo, poichè ordina ciò che è possibile fare con l’acqua e non dice chiaramente ciò che non è possibile e cioè quanto afferma la ASL nella sua dell’08 luglio?
I cittadini debbono desumere per eliminazione delle cose possibili che l’acqua distribuita dall’acquedotto comunale non è potabile. E’ veramente certo, così come afferma nell’ordinanza n.25 in questione, che revoca la precedente n.22, che il paese essendo servito da più sistemi di approvvigionamento, in alcune zone viene distribuita acqua potabile? Non risulta anche a lei, così come ai vecchi amministratori che lo hanno affermato pubblicamente, l’esistenza di un progetto realizzato in cui le acque provenienti dai pozzi, dal Lago e dal Monte Fogliano sembra siano state immesse, in punti diversi, nell’acquedotto comunale, che naturalmente le miscela? Non crede sia difficile precisare con certezza quale acqua viene distribuita con prevalenza in queste zone? Cioè se questa proviene dalle sorgenti del Monte Fogliano, o dal lago di Vico, o dai pozzi, oppure se è variamente miscelata? Se alcune zone sono servite da acqua potabile, come afferma nell’ordinanza n.25 e nella precedente n.12, perché l’ordinanza n. 4 dell’08 gennaio 2008 dichiarava l’acqua distribuita da tutto l’acquedotto comunale non potabile? E, poi, quando sono stati fatti i lavori di separazione delle acque? Infine, perché non viene affisso il NON POTABILE sulle fontanelle che lei stesso dichiara erogano acqua non potabile?
Sono domande legittime alle quali occorre dare risposte certe. E’ la popolazione di Ronciglione che glielo chiede. Non ritiene infine sia necessario rettificare la sua ordinanza n.25 nel senso della chiarezza dell’informazione? Per ultimo, non ritiene, ormai, non più rinviabili i provvedimenti urgenti che la ASL - Dipartimento Prevenzione Servizio Igiene e Sanità pubblica Sez.4 e U.O.S.D. SIAN Servizio Igiene Alimenti e Nutrizione, che con la lettera, dell’08 luglio 2010, che riportiamo in parte, le richiedono?
“Sono pertanto da adottare ancora misure provvisorie della gestione del rischio, necessarie al momento per raggiungere un livello elevato di tutela della salute che si compendiano nelle azioni di limitazioni d’uso dell’acqua erogata al consumo umano condizionatamente derivante dal lago di Vico, come appresso indicato:
a) divieto d’uso potabile, cioè quale bevanda abituale;
b) divieto d’incorporazione in alimenti prodotti da industrie alimentari;
c) divieto di utilizzo per la cottura di alimenti di consumo familiare e nelle attività di ristorazione collettiva (ciò è sancito da uno studio “Toxic Cyanobacteria in water” – autori Corus and Bartram – OMS 1999, che conferma la resistenza delle ciano tossine alla bollitura prolungata)” .
Ed ancora: “Stante l’applicazione del principio di precauzione come sopra enunciato, è opportuno che la S.V. disponga l’espletamento di un approvvigionamento idrico alternativo mediante l’utilizzo di acqua idonea al consumo umano erogata da autobotte al fine di poter garantire un livello essenziale di assistenza alla popolazione, in alternativa alle limitazioni d’uso imposte per l’acqua; tutto ciò in applicazione della proposizione contenuta negli articoli 248 e 218 del Testo Unico delle Leggi Sanitarie di cui al R.D. 1265/34, nell’art.4 del D.L.vo 31/2001 e dal Regolamento CE 178/2002”.
Con osservanza.
Raimondo Chiricozzi
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